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“He named me Malala”: il documentario che racconta la storia e l’impegno di Malala

Oltre ad essere stata l’ispirazione per una traccia di maturità italiana nel 2015, Malala sta per approdare anche sul grande schermo. A ottobre uscirà infatti il documentario “He named me Malala“, diretto dal regista Davis Guggenheim, che racconterà la storia della giovanissima ragazza pakistana che è divenuta simbolo della lotta per il diritto all’istruzione delle donne di tutto il mondo.

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L’impegno – e poi il successo – di Malala hanno avuto inizio in un tragico giorno del 2012 quando, a soli 15 anni, tornando da scuola è rimasta vittima di un attentato ad opera dei talebani a Mingora, principale città del distretto di Swat. Già dal 2009, infatti, Malala era diventata famosa con un diario in lingua urdu, nel quale coraggiosamente denunciava le ingiustizie commesse dai talebani, quando la regione era sotto il loro controllo e vennero imposte severe leggi che colpivano soprattutto le bambine e le donne. Nonostante le gravi ferite alla testa e al collo, Malala riuscì a salvarsi.

Dopo aver recuperato le forze, Malala ha dato vita all’organizzazione Malala Fund grazie alla quale raccoglie tutt’oggi fondi che vengono destinati a progetti scolastici in tutto il mondo, con uno speciale sostegno all’istruzione femminile. Oggi Malala vive a Birmingham con tutta la sua famiglia e il suo grandissimo impegno a favore dell’istruzione femminile, nel 2014, l’ha resa la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace.

La storia di Malala è in parte anche la storia di TCF: ricorda quanto l’impegno, il coraggio e la tenacia siano necessari per promuovere e affermare il diritto all’istruzione, in Pakistan come nel mondo, senza arrendersi di fronte a difficoltà e alle resistenze culturali.

A cura di: Margherita di Clemente